Leoni per Oscar

Ancora molta Venezia nella notte degli Oscar
di Maurizio De Luca

L’Academy assegna ben 17 candidature a sei titoli presentati alla scorsa Mostra del Cinema, tra cui The Brutalist, Maria, Io sono ancora qui e September 5.

La stagione degli Oscar 2025 si presenta ricca di sorprese e sfide, con una rosa di candidati che, tra innovazione e tradizione, spazia tra opere d’autore e interpretazioni memorabili, confermando la sempre più stringente identità di vedute tra le scelte di Alberto Barbera e quelle dell’Academy. Tra i titoli di spicco visti a Venezia come Io sono ancora qui, September 5, Maria e i due cortometraggi d’animazione inclusi in Orizzonti In the Shadow of the Cypress e Wander to Wonder, The Brutalist di Brady Corbet si distingue per la sua potenza visiva e narrativa, mentre Vermiglio di Maura Delpero, pur escluso dalla corsa come Miglior film straniero, lascia un’impronta profonda.

The Brutalist, già vincitore del Leone d’argento a Venezia, conferma, con ben 10 nomination, il talento visionario di Brady Corbet, già noto per il suo approccio audace e stilisticamente innovativo. Il film esplora il sogno americano attraverso gli occhi di un architetto ungherese emigrato negli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Con una fotografia minimalista Corbet cattura il senso di alienazione e resilienza che accompagna il protagonista, interpretato magistralmente da un attore di grande empatia e presenza scenica, Adrien Brody.

La pellicola è sostanzialmente un manifesto estetico: il brutalismo architettonico diventa metafora delle scelte morali e dei compromessi che modellano le vite dei protagonisti. La nomination come Miglior film e quella per Brody nella categoria di Miglior attore sono pienamente meritate, evidenziando una profondità emotiva che non lascia indifferenti. L’esclusione di Vermiglio dalla corsa come Miglior film straniero lascia l’amaro in bocca. Questo film infatti si presenta come un’opera di straordinaria intensità. Diretto da Maura Delpero, affronta i conflitti generazionali e culturali in una comunità alpina dove il sacro e il profano si mescolano. Al centro della storia vi è la figura di una giovane donna che sfida le rigide convenzioni della sua comunità, trovandosi a lottare tra libertà personale e appartenenza alla stessa comunità alpina. La trama è intima e contemplativa, e la capacità di raccontare il paesaggio come se fosse un altro personaggio genera una atmosfera speciale. L’esclusione è un’occasione mancata per celebrare un cinema che, pur lontano da logiche commerciali, riesce a raccontare storie universali. Highlight doveroso alla nomination di Isabella Rossellini come Migliore attrice non protagonista, per il ruolo di Suor Agnes in Conclave di Edward Berger (8 nomination). A 72 anni, l’attrice riceve il primo riconoscimento dall’Academy, suggellando una carriera che ha spaziato tra cinema d’autore e grandi produzioni internazionali. Suor Agnes è una figura silenziosa ma centrale, che osserva e giudica senza imporsi: un ruolo che rispecchia l’eleganza e la profondità che hanno sempre caratterizzato la Rossellini.

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