Quando, il 15 dicembre 1807, andò in scena al Théâtre Impérial de Musique di Parigi, La Vestale aveva subito già molti cambiamenti rispetto alla versione originariamente concepita da Spontini due anni prima. Ulteriori importanti aggiustamenti vennero effettuati poi durante le recite fino a pervenire alla versione che venne stampata l’anno seguente da Imbault-Érard e che l’autore considerò poi quella definitiva. Ripercorrendo le tappe di questo tortuoso cammino, tra l’ostilità degli esecutori, gli intrighi di palazzo, le contraddizioni e le indecisioni del compositore, emerge la figura umana e artistica di un musicista che, formatosi agli ultimi bagliori della vecchia scuola napoletana, seppe rinnovare profondamente il proprio linguaggio e conquistare ruoli di primo piano nella vita musicale di capitali come Parigi e Berlino.