I migliori sono matti

Torna a Venezia il Festival dedicato alla Follia
di Chiara Sciascia

«In un’epoca di pazzia, credersi immuni dalla pazzia è una forma di pazzia», scriveva il premio Nobel Saul Bellow nel suo Il re della pioggia. Un concetto piuttosto semplice eppure mai scontato, come ci ricorda ogni anno il Festival dei Matti che, giunto alla sua 13. edizione, torna a Venezia dal 25 al 28 maggio con il titolo Frenetica. La spirale che consuma.

Cosa chiamiamo “follia” oggigiorno? Quali sono i tabù che innalzano muri invisibili quanto invalicabili? Come evitare l’esclusione, l’espulsione, il confinamento o anche il ‘semplice’ pregiudizio verso chi è considerato “matto”, quando spesso è solo “altro”, diverso da noi? Sono questi i temi e le sfide raccolte dal Festival dei Matti.

«Stiamo dentro a una corsa a perdifiato, stregati dall’ebbrezza che ne viene, convinti che rallentare o fermarsi equivalga a scomparire. Ci inghiotte il mulinello del produrre, il mito della crescita iperbolica, la montatura, sempre da rifare, di “profili” che occultano quello che ci manca, l’orizzonte digitale in cui ogni fatto è doppiato e scorporato, reso innocuo dall’equivalenza e dalla rapida scomparsa», scrive la curatrice e ideatrice del Festival, Anna Poma, nel presentare questa nuova, frenetica edizione, che trova la propria ‘casa’ all’M9 – Museo del ‘900 a Mestre, e all’Accademia di Belle Arti e al Teatrino di Palazzo Grassi a Venezia, tre diverse location per quattro intense giornate-evento.

Abbiamo bisogno di rallentare per noi stessi, per il nostro benessere, ma anche per trovare il tempo di accorgerci dell’altro, di vedere oltre il nostro proverbiale naso. È urgente astrarci da questa spirale, che non può e non deve dominare il nostro presente, dobbiamo farci attenti e sensibili ascoltatori della sofferenza altrui, imparare il linguaggio della solitudine per comprenderlo e farvi breccia. È questo l’invito del Festival dei Matti che attraverso incontri, spettacoli, laboratori, reading, proiezioni indaga le grandi contraddizioni del nostro tempo, ciò che domina la scena della cosiddetta “normalità” e quello che resta sottotraccia, inavvertito, ripudiato.

Tra i protagonisti dell’edizione 2023: l’Accademia della Follia, Roberto Beneduce, Massimo Cirri, Stefano Cecconi, Pierangelo Di Vittorio, Emanuele De Nicola, Antonio Esposito, Marco Ferrero, Giorgio Falco, Ilaria Gaspari, Sabrina Ragucci, Marco Rovelli, Simona Taliani, Anna Toscano, Marica Setaro, Francesco Targhetta, Gisella Trincas, Francesco Vacchiano, Mediterranea Saving Human, e l’associazione veneziana Lungo la Rotta Balcanica.

Il Festival quest’anno inoltre ricorda con affetto Vitaliano Trevisan, prematuramente scomparso nel gennaio 2022, con l’anteprima del riallestimento dello spettacolo che lo scrittore vicentino aveva ideato nel 2006 nel ventennale della morte di Goffredo Parise. Note sui sillabari. Omaggio a Goffredo Parise e Vitaliano Trevisan, portato in scena dall’attrice e regista Patricia Zanco e dal pianista Marcello Tonolo, il 25 maggio alle 21 all’M9, è un intenso omaggio a due delle voci più complesse e rappresentative della letteratura italiana degli ultimi cinquant’anni.

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