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L’artigiano musicale

La carriera di Giorgio Battistelli celebrata dal Leone d'Oro
di Andrea Oddone Martin
trasparente960

La Biennale omaggia il suo lavoro nel teatro musicale sperimentale e la sua intensa produzione operistica, realizzata dalle più importanti istituzioni europee

L’aveva detto, il neo-direttore della Biennale Musica Lucia Ronchetti: già era pronto ed articolato completamente il suo mandato quadriennale. Perciò non sorprende se, non ancora terminata l’annata della sua prima edizione, sono già note le attribuzioni dei Leoni della seconda. Il 66. Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale veneziana si intitola Out of Stage, si svolgerà dal 14 al 25 settembre 2022 ed è interamente dedicato alle nuove forme di teatro musicale sperimentale. Dunque, sorprende ancor meno l’attribuzione del Leone d’Oro alla carriera a Giorgio Battistelli, compositore la cui intera produzione fin dagli anni ‘70 è rivolta particolarmente alla dimensione teatrale, con gran successo internazionale. Un titolo su tutti: Experimentum Mundi del 1981, opera di musica immaginifica per un attore, otto voci naturali di donne, sedici artigiani e un percussionista, che ad oggi ha raggiunto le 400 rappresentazioni in Europa, Asia, Oceania e Nord America ed è considerato un caposaldo del teatro musicale strumentale (e sarà eseguito al 66. Festival de La Biennale, con la regia del compositore). Ricordiamo inoltre che, alla volta del 2005, il direttore del Festival veneziano, all’epoca proprio Giorgio Battistelli, dedicò interamente la 49esima edizione al teatro musicale, intitolandola significativamente La Musica e il suo Doppio. Un riconoscimento alla carriera conquistato con pieno titolo di merito, perciò. In una felice coincidenza, la nuova stagione dell’Opera di Roma apre proprio con la sua opera Julius Caesar, con la regia di Robert Carsen e la bacchetta di Daniele Gatti. Non è la prima volta che le riflessioni di Battistelli e Carsen si confrontano con il teatro di William Shakespeare, e pensiamo al Riccardo III che pure è stato premiato con il Franco Abbiati nel 2018. Sarà un’altra celebre opera di Battistelli, il Jules Verne del 1987 (fantasia da camera in forma di spettacolo per trio di percussioni, tre voci, tromba e pianoforte) ad aprire il 66. Festival de La Biennale in nuova versione e con la regia inedita dello stesso compositore.

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