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Dazzle

di Riccardo Triolo
  • mercoledì, 7 settembre 2022

PERFORMANCE
Una performance multimediale che unisce realtà virtuale, danza e design per coinvolgere gli spettatori in un’esperienza che va al di là dei mezzi espressivi in cui si articola. Ed è proprio nel tentativo di superare il confine tecnico ed estetico dalla realtà virtuale che quest’opera, riabilitando la dialettica tra reale e virtuale, tra presenza e immersione, ne ridisegna la funzione nel segno della performance. Ma cos’è una performance e come si accorda l’idea della performance con l’orizzonte estetico delle expanded realities?
La performance è un comportamento comunicativo integrante che coinvolge lo spettatore, si avvale di linguaggi diversi ed è transitorio. Ogni performance è contigua ad altri comportamenti sociali, per esempio i rituali. Qui alla Mostra, che torna a essere rito collettivo, Dazzle si innesta come comportamento contiguo che coinvolge più spettatori nella stessa azione. Azione che si dà però in due differenti ambienti, altrettanto contigui: la presenza e la virtualità. La danza, che sul corporeo poggia la sua ragione d’essere, è l’elemento di raccordo, la costante di questa performance i cui riferimenti estetici citano le avanguardie e in particolare il Vorticismo. Dazzle è un gioco di specchi transmediale, fruibile con o senza il visore VR, una performance i cui momenti salienti di riscaldamento (prestazione e ingresso) e raffreddamento (uscita) sono segnati dall’atto di vestire e svestire abiti vorticisti e camouflage disegnati per l’occasione (e realizzabili a casa, scaricando il QR code).
Un congegno complesso, esteticamente coerente e riuscito che inserisce in modo originale e fertile le tecnologie immersive all’interno del multiforme mondo della performance. E se fosse proprio la lente della performance la più adatta per osservare e descrivere le opere immersive?

DAZZLE: A RE-ASSEMBLY OF BODIES
CONCORSO
di Ruth Gibson, Bruno Martelli, Alexa Pollmann, Bine Roth
(UK, 45’)