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In onda, nella storia

La Scuola Navale Morosini compie 60 anni, rendendo omaggio al Capitano da Mar
di Redazione VeNews

I sessant’anni di un simbolo cittadino che forma gli eredi di una tradizione millenaria. Un omaggio alla figura di Francesco Morosini, Doge ed eroe di guerra protagonista della storia della Serenissima.

È stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 7 maggio scorso, ad omaggiare con una cerimonia in Piazza San Marco i 60 anni della Scuola Navale Francesco Morosini, istituito nell’ottobre del 1961 a Sant’Elena dalla Marina Militare con lo scopo preminente di suscitare nei giovani l’interesse alla vita sul mare, orientandoli verso le attività ad esso connesse. Scuola di istruzione di secondo grado, il Morosini offre l’opportunità di svolgere gli ultimi tre anni del liceo scientifico e classico tradizionale, garantendo una formazione pre-universitaria di eccellenza che consenta sbocchi professionali di prestigio, non indirizzati esclusivamente all’arruolamento nelle Forze Armate.

La Scuola Navale negli anni ha acquisito una sempre maggiore rilevanza in termini di eccellenza nazionale e internazionale. Alla scuola si accede con il superamento di un concorso nazionale e con la successiva ammissione. La celebrazione in Piazza San Marco è culminata infatti con il tradizionale giuramento dei nuovi allievi. A Venezia i cadetti, sia ragazzi che ragazze, provenienti da tutt’Italia, si incontrano spesso, riconoscibili per la loro tradizionale e impeccabile uniforme blu con copricapo e mantella (versione invernale) e uniforme bianca (versione estiva). Sono gli eredi di una tradizione millenaria, quella che formava il “Capitano da Mar”, il comandante supremo della Marina Militare della Repubblica di Venezia. Come tutti i funzionari, il Capitano Generale doveva ubbidire solo al governo della Serenissima, al Maggior Consiglio, pur disponendo di pieni poteri su tutti i comandanti e funzionari della Marina, nonché sui funzionari delle colonie d’oltremare (lo “Stato da Mar” appunto) per questioni relative alla flotta. Figure leggendarie i cui nomi sono i capisaldi della storia stessa della Serenissima. Per questo motivo la Scuola Navale è stato intitolato a Francesco Morosini, grande ammiraglio e stratega veneziano che si distinse nel XVII secolo nella Guerra di Candia contro l’Impero Ottomano, compiendo la celebre riconquista della Morea, che gli valse il titolo di “Peloponnesiaco”, e che fu infine eletto Doge.

Di lui nel 2019 si sono celebrati i 400 anni dalla nascita con una serie di iniziative che hanno coinvolto diverse istituzioni veneziane e che si sono concretizzate nella mostra al Museo Correr dal titolo Francesco Morosini (1619-1694): ultimo eroe della Serenissima tra storia e mito, divenuta di fatto parte permanente del museo stesso. Il Museo Correr è infatti luogo essenziale per conoscere le gesta del grande ammiraglio, poiché custodisce l’intero patrimonio storico di Morosini, acquisito nel 1895 dall’ultima erede e proveniente dal suo Palazzo in Campo Santo Stefano. Cimeli, documenti e opere d’arte che mostrano aspetti peculiari della persona e della dimensione storica di questo straordinario protagonista della Serenissima. Oggetti personali, libri, portolani, globi, reperti d’arte classica greca ne testimoniano il carattere e le passioni. Documenti militari, modelli navali e di fortezze, trofei, armi sottratte agli ottomani tratteggiano l’uomo di guerra e le sue imprese, specie la conquista del Peloponneso (1683-1688). Ritratti, monete, medaglie, pubblicazioni elogiative evocano l’aura mitica che avvolse ancora in vita l’ammiraglio-Doge, ultimo eroe veneziano. Morto da Doge in battaglia, la sua postuma celebrazione durò a lungo, affidata a irrealizzati progetti monumentali dell’architetto Antonio Gaspari e ad apparati come quello realizzato nel Palazzo familiare e richiamato nell’allestimento permanente del Correr.

Dalla storia alle mini web serie: il Morosini è protagonista di 11 puntate realizzate dal regista Stefano Alleva dal titolo Oltre il Cancello Verde (www.assomorosini.it), in cui si racconta la vita reale della Scuola e dei suoi giovani frequentatori, in particolare gli allievi appena arrivati, restituendone l’attività e l’esperienza in presa diretta, nell’ottica della promozione e conoscenza della Scuola nel mondo giovanile.