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Tre di tutto

A Venezia, dolce novembre
di Fabio Marzari

Le imperdibili fave del giorno dei Morti, l’11 novembre con il San Martino di pasta frolla, il 21 per la Festa della Salute l’immancabile cioccolata calda con la panna.

L’autunno a Venezia presenta tre imperdibili appuntamenti con la tradizione dolciaria, come se i mesi precedenti o seguenti non offrissero delle occasioni per i golosi! Sensi di colpa a parte, le tradizioni contano e specie in un periodo di grande e autentica sofferenza come il presente, dei piccoli gesti di dolcezza verso sé stessi e chi ci è vicino, possono dare qualche percettibile momento di felicità. Le fave dei morti sono un dolce tipico veneziano che affonda le proprie origini in un’antica tradizione, ricordata sin da Plinio nell’antica Roma in cui le fave erano ritenute un “incantesimo protettore”, simbolo dei morti e della loro prosperità. Hanno sostituito le fave arrostite che si mangiavano in passato in occasione della ricorrenza del giorno dei Morti, il 2 novembre. Le autentiche fave dovevano essere confezionate con i soli pinoli perché le mandorle le rendevano più pesanti. Oggi si trovano comunemente in entrambe le versioni nei tipici tre colori: marrone, pesca e panna.

Altro must è il cavallo di San Martino, un delizioso biscottone di pasta frolla riccamente decorato con cioccolatini e confetti colorati, a foggia del Santo a cavallo con l’elsa rivolta verso l’alto. Una festa fortunatamente ancora sentita in città, con i pochi bambini abitanti rimasti felici di girare per strada chiedendo una moneta o un dolcetto ai passanti e nei vari negozi, accompagnati dal fragoroso rumore di pentole usate come tamburi, intonando in coro una simpatica filastrocca in cui si narrano le gesta del Santo in chiave veneziana. Spesso ci si scorda che la chiesa di San Martino Vescovo a Castello conserva alcune reliquie del Santo: un drappo del mantello, un osso del dito e una tibia. E anche qui c’è una interessante storia di sfondo: la tibia del Santo di Tours era stata ceduta alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista nel XVI secolo, in cambio di un aiuto economico per il restauro della Chiesa, con la promessa, però, di riportarla ogni anno nella sua sede originaria con una lunga processione che attraversava Venezia, da San Polo fino a Castello. Viva viva San Martin! La cioccolata calda con gli sbuffi di panna accompagnata da qualche baicolo è la necessaria conseguenza premiale del gesto di devozione alla Madonna della Salute. Secondo tradizione e perché lo merita davvero per bontà, una tazza fumante di cioccolata al Florian in piazza San Marco è il miglior omaggio “laico” che si possa compiere.

mercoledì, 9 Novembre 2022