La grandezza dell’opera di Malick non trova limiti e tutto il suo percorso artistico è andato sempre più verso l’anti-narrazione assoluta; se nei suoi primi due film, Badlands del 1973 e Days of Heaven del 1978, si può riscontrare ancora una costruzione strutturale di tipo convenzionale, anche se già si denota il desiderio di allargare lo sguardo oltre i personaggi e le loro misere storie, con The Thin Red Line, arrivato dopo una pausa di riflessione ventennale, la destrutturazione e lo scardinamento delle regole stilistiche diventano palesi e inesorabili: la trama non ha importanza per un regista che vuole raccontare per immagini ciò che a parole è impossibile descrivere.
I protagonisti dei suoi film sono immersi in paesaggi di infinita bellezza, ripresi la maggior parte delle volte nel momento magico del crepuscolo (golden light), che nascondono pericoli mortali che non lasciano scampo: l’uomo cerca di modellare la Natura a sua immagine, ma viene sopraffatto dalla sua violenza. The Tree of Life è la summa di tutta la poetica di Malick: le questioni più alte dei suoi studi filosofici, trovano qui il loro giusto contrappunto. Si può comprendere l’alternanza che viene fatta tra microcosmo e macrocosmo dal regista, che filma la vita intima di una famiglia negli anni Cinquanta; ripresa in stile homemovie (caro ai registi indipendenti del New American Cinema come Stan Brakhage e Jonas Mekas), mostrando poi la nascita dell’Universo sulle note del Lacrimosa di Zbigniew Preisner.
Il suo ultimo film, inizialmente intitolato The Last Planet, ma ora denominato The Way of the Wind, narra alcuni episodi della vita di Gesù ed in parte è stato girato in location italiane come Anzio, Ginosa e Matera: il perfezionismo del regista lo tiene fermo alla fase del montaggio dal 2019.
Chicago, 1916: Bill lavora in fonderia e dopo una lite con il suo capo, fugge verso l’Ovest, con la sorella Linda e la sua ragazza Abby. I tre arrivano nell’immensa regione agricola del Texas settentrionale, dove trovano lavoro come braccianti per la raccolta delle messi. ...
Folgorante esordio con un film dove il vero protagonista è il paesaggio che avvolge i due amanti criminali.
L’immensità dei campi di grano nell’ora del crepuscolo e l’uomo che trama per una vita migliore.
La guerra e i suoi orrori all’interno di un luogo paradisiaco.
L’arrivo dell’uomo moderno, con il suo carico di distruzione, nelle Americhe.
Poema visivo che fluttua tra macro e microcosmo alla ricerca del significato universale al centro dell’animo umano.
Durante il dramma bellico del secondo conflitto mondiale un soldato tedesco si rifiuta di combattere.