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  • giovedì, 1 settembre 2022

Sintonie e accordi

di Roberto Pugliese

Nel personaggio della direttrice d‘orchestra Lydia Tár, interpretata da Cate Blanchett nel film di Todd Field a lei dedicato (Venezia 79), si incarnano probabilmente alcune pioniere di questa professione della musica solo recentemente apertasi alle donne, come Antonia Brico, Carmen Campori e Sarah Caldwell. La seconda giornata del Festival ha una declinazione decisamente al femminile, problematica e spesso aspramente conflittuale, che emerge trasversalmente fra le sezioni: in Orizzonti con Aru Otoko di Kei Ishikawa (già a Venezia nel 2016 con Gukôroku) e l‘austriaco Vera di Tizza Covi e Rainer Frimmel, storia tra fiction e documentario su e con Vera Gemma; in Orizzonti Extra con L‘origine du mal di Sébastien Marnier (a Venezia nel 2018 con L’heure de la sortie) e in Biennale College Banu (Biennale College), coproduzione italo-franco-azera di e con Tahmina Rafaella.
Tuttavia vi sono anche figure di uomini sull’orlo di una crisi di nervi e di identità a dominare la giornata, come il tormentato giornalista protagonista di BARDO, falsa crónica de unas cuantas verdades di Alejandro G. Iñárritu (Venezia 79) o l’anziano funzionario interpretato da Bill Nighy in Living di Oliver Hermanus (Fuori Concorso), remake di Vivere di Kurosawa (1952) e tratto dal romanzo del Premio Nobel Kazuo Ishiguro (nella giuria del Concorso), o ancora il giovane protagonista dell‘evento di apertura della Settimana della Critica Trois nuits par semaine di Florent Gouëlou, attratto dall’universo delle drag queen. Fuori Concorso, e fuori da ogni schema, incombono anche le cinque ore di The Kingdom Exodus di Lars von Trier, capitolo finale in due parti della serie-cult ambientata nel reparto neurologico di un grande e ‘maledetto’ ospedale danese.

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TÁR

Dramma intellettuale e feroce critica al mondo della musica classica internazionale sempre altamente competitivo e fortemente discriminante, il film racconta la storia dell’im...

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UN UOMO

Qualche tempo dopo essersi separata dal marito, Rie assieme a suo figlio incontra la felicità sposando Daisuke con cui costruisce una nuova famiglia, ma l’uomo viene a mancar...

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VERA

Vera Gemma, figlia del grande attore Giuliano ed ex personaggio da reality show, trascorre il suo tempo all’ombra del ricordo del celebre padre. Per provare a riscattarsi da u...

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BANU

Già interprete e sceneggiatrice del cortometraggio Guilt e del drammatico Icheri Sheher (Inner City), entrambi del 2016, per Tahmina Rafaella il tant...

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BARDO

Bardo è una commedia nostalgica incastonata in un viaggio epico, un’esperienza immersiva e visivamente mozzafiato, che contrasta con la vicenda intima e commovente d...

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LIVING

L’adattamento del classico Vivere (Ikiru) di Akira Kurosawa del 1952,a sua volta ispirato dal romanzo “La morte di Ivan Ilyich” (1886)di Tolstoj, è ambie...

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THREE NIGHTS A WEEK

Baptiste ha 29 anni ed è fidanzato con Samia, ma quando vede per la prima volta Cookie Kunty, giovane drag queen parigina, ne rimane irrimediabilmente affascinato. Inizialmente...

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THE KINGDOM EXODUS

Era il 1994 quando al pubblico si presentò il primo capitolo di una trilogia promettente, The Kingdom, a metà strada tra il thriller lynchiano e gli orrori di Belfago...

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Dal carcere dov'è stato nuovamente rinchiuso, Jafar Panahi, in Concorso, ci parla del suo tormentato Iran senza pace con No Bears (Khers Nist), di cui è anche interprete autobiografico in una vicenda di storie d'amore parallele, tra realtà e finzione. Anche Les miens (Our Ties) di Roschdy Zem, sempre in gara, impegna questo attore-autore in un ruolo as himself, così come interpreta se stesso anche anche il giovane e talentuoso pianista Timoteusz Bies nel polacco Chleb I sól (Bread and Salt) di Damian Kocur (Orizzonti)...
Fiumi d'inchiostro e chilometri di pellicola, fiction e non, sono corsi su Marilyn Monroe ma, a 50 anni dalla morte, Andrew Dominik si ripromette con Blonde (Venezia 79) di esplorare, più che il mito di Marilyn, l'interiorità di Norma Jeane (Ana de Armas nel ruolo): il punto di partenza è il romanzo omonimo di Joyce Carol Oates. Dall'Iran arriva, sempre in corsa per il Leone...
Dopo il folgorante esordio di The Father (2020), Oscar a Anthony Hopkins, full immersion in soggettiva nella tragedia della demenza senile, il drammaturgo parigino Florian Zeller torna a realizzare per lo schermo una propria pièce dal titolo simmetrico al primo, The Son (Venezia 79), vortice di eventi che tra coppie, ex-coppie, figli primi e secondi devasta gli equilibri di una famiglia borderline: nel cast ancora Anthony Hopkins, con...
La passerella del cinema italiano in Concorso prosegue con Il signore delle formiche di Gianni Amelio, con Elio Germano e Luigi Lo Cascio nel ruolo di Aldo Braibanti, l'intellettuale antifascista che nel “glorioso” Sessantotto subì una processo e una condanna in cui l'accusa di plagio mascherava in realtà la sua vera ‚colpa‘, l'omosessualità...
Le intricate dinamiche familiari, con particolare attenzione al ruolo genitori-figli, ma anche quelle di (semplice?) amicizia, unite al leitmotiv dell'isolamento fisico come scelta anzichè costrizione, attraversano gli schermi della Mostra. In Concorso Love Life di Kôji Fukada, autore già premiato a Cannes e Tokyo, osserva gli effetti del riapparire di un padre povero e malato sulla porta della donna che gli aveva dato un figlio, mentre Martin McDonagh torna a cinque anni dal pluripremiato Tre manifesti a Ebbing, Missouri con The Banshees of Inisherin, indagine sulla vecchia amicizia tra due “lupi solitari”...
Non abituarci all'infamia di una guerra d'aggressione significa anche passare per il cinema necessario del documentarista ucraino Sergei Loznitsa (ancora impressionante il ricordo del suo State Funeral, del 2019, sulle esequie di Stalin) che Fuori Concorso presenta The Kiev Trial, ricostruzione a futura memoria di uno dei primi processi del dopoguerra a carico di nazisti catturati dai sovietici, per i crimini compiuti contro gli ebrei ucraini. Sin troppo ovvio, oggi, leggere l'episodio come una triste profezia...
Nella serata in cui gli viene conferito il Leone d’Oro alla carriera, Paul Schrader (habitué della Mostra dal 1997, con Affliction) presenta Fuori Concorso il suo nuovo dramma psicologico Master Gardener, con Joel Edgerton scrupoloso giardiniere e Sigourney Weaver ricca vedova. Un altro utopista del paesaggio, che sogna un'area verde nel centro di Marsiglia, è anche il protagonista di Tant que le soleil frappe (SIC) di Philippe Petit...
Decolla il cinema italiano in gara con Bones and All di Luca Guadagnino, dal romanzo di Camille DeAngelis, storia di sopravvivenza, passione, cannibalismo ed emarginazione: cast stellare con Timothée Chalamet, Mark Rylance, Chloë Sevigny, Jessica Harper. Di tutt‘altra, ma non meno tragica, emarginazione parla anche Athena di Romain Gavras, figlio di Costa-Gavras, scritto insieme a Ladj Ly (Les Misérables) e incentrato su una rivolta popolare in una banlieue parigina a seguito dell’omicidio da parte della polizia di un...
Le contraddizioni e le lacerazioni, spesso tragicomiche, della contemporaneità irrompono sin dalla giornata d‘apertura sugli schermi della Mostra, ma non prima di aver accolto una vera diva del cinema francese e internazionale: Catherine Deneuve, regina della Nouvelle Vague, riceve oggi il Leone d’Oro alla carriera. Il Concorso di Venezia 79 inizia con il newyorkese Noah Baumbach, già a Venezia con il doc De Palma (2015) e poi con Marriage Story (2019), che incontra lo scrittore Don DeLillo portando sullo schermo White Noise...