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  • mercoledì, 7 settembre 2022

Labirinti

di Roberto Pugliese

Dopo il folgorante esordio di The Father (2020), Oscar a Anthony Hopkins, full immersion in soggettiva nella tragedia della demenza senile, il drammaturgo parigino Florian Zeller torna a realizzare per lo schermo una propria pièce dal titolo simmetrico al primo, The Son (Venezia 79), vortice di eventi che tra coppie, ex-coppie, figli primi e secondi devasta gli equilibri di una famiglia borderline: nel cast ancora Anthony Hopkins, con Hugh Jackman, Laura Dern e Vanessa Kirby.
In lizza per il Leone anche Saint Omer della francese Alice Diop, vera storia di una terribile accusa di infanticidio per una donna senegalese e della complessa verità che vi si cela. Sul tappeto rosso sfilano oggi anche Casey Affleck e Zooey Deschanel per Dreamin‘ Wild di Bill Pohlad (Fuori Concorso), che ripercorre la vicenda musicale e umana di Donnie e Joe Emerson.
Ma è l’attualità a gridare forte le proprie ragioni con l’instant-doc (Fuori Concorso) Freedom on Fire: Ukraine’s Fight for Freedom del regista russo-israelo-americano Evgeny Afineevsky, realizzato su ciò che sta accadendo dal 24 febbraio di quest‘anno a tre ore di aereo da noi.
In Orizzonti la riflessione tra passato e presente trova la strada della metafora metafilmica con l’iraniano Jang-e Jahani Sevom (World War III) di Houman Seyyedi, o di un’altra, difficile ricerca del padre come quella in cui sono impegnati i due gemelli di Luxembourg, Luxembourg dell’ucraino (una ricorrente presenza geografica non casuale, ovviamente) Antonio Lukich. Sceglie la via della metafora anche Salvatore Mereu, due anni dopo Assandira, con Bentu (GdA) storia di grano e di vento nella Sardegna anni ‘50, mentre il colombiano Theo Montoya con Anhell69 (SIC) ci trasporta nella violenta Medellin per riflettere su dubbi e paure di una generazione annichilita che lotta per continuare a fare cinema.

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THE SON

Due anni dopo il divorzio dei genitori, il diciassettenne Nicholas (Zen McGrath) non può più vivere con sua madre. Il male di vivere che sente è ormai costante e il suo unico...

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SAINT OMER

Ispirato ad un fatto di cronaca che sconvolse la Francia nel 2013, il film segue la vicenda di Rama, scrittrice trentenne e in procinto di diventare madre, mentre assiste a un p...

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DREAMIN’ WILD

Dreamin’ Wild è il titolo che i fratelli Emerson, Donnie e Joe, diedero al loro primo album musicale nel 1979. Non si trattò però di un semplice album. Fu anzitutt...

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FREEDOM ON FIRE: UKRAINE’S FIGHT FOR FREEDOM

«We are defending our freedom». Questo il messaggio che il Presidente ucraino
Zelenskij ha espresso quando era ormai chiaro quanto l’‘operazione militare speciale’...

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TERZA GUERRA MONDIALE

Shakib – interpretato dal celebre attore iraniano Mohsen Tanabandeh – vive giorno per giorno il dramma della precarietà e del lutto: privo di fissa dimora, è ancora provat...

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LUXEMBOURG, LUXEMBOURG

I fratelli gemelli Kolya e Vasily hanno appena scoperto che il padre che li ha abbandonati da bambini sta morendo a Lussemburgo. Mentre Kolya, che lo considera un eroe, fa di tu...

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BENTU

Liberamente tratto da Il vento e altri racconti di Antonio Cossu (edizioni AEDES, Cagliari), Bentu è la storia di un incontro e scambio tra generazioni, della sfida tr...

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ANHELL69

Una storia a cavallo tra la sfera pubblica, comunitaria, e quella più radicata nell’intimo del narratore, la sfera privata: due dimensioni che si intersecano in modo inestric...

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Dal carcere dov'è stato nuovamente rinchiuso, Jafar Panahi, in Concorso, ci parla del suo tormentato Iran senza pace con No Bears (Khers Nist), di cui è anche interprete autobiografico in una vicenda di storie d'amore parallele, tra realtà e finzione. Anche Les miens (Our Ties) di Roschdy Zem, sempre in gara, impegna questo attore-autore in un ruolo as himself, così come interpreta se stesso anche anche il giovane e talentuoso pianista Timoteusz Bies nel polacco Chleb I sól (Bread and Salt) di Damian Kocur (Orizzonti)...
Fiumi d'inchiostro e chilometri di pellicola, fiction e non, sono corsi su Marilyn Monroe ma, a 50 anni dalla morte, Andrew Dominik si ripromette con Blonde (Venezia 79) di esplorare, più che il mito di Marilyn, l'interiorità di Norma Jeane (Ana de Armas nel ruolo): il punto di partenza è il romanzo omonimo di Joyce Carol Oates. Dall'Iran arriva, sempre in corsa per il Leone...
La passerella del cinema italiano in Concorso prosegue con Il signore delle formiche di Gianni Amelio, con Elio Germano e Luigi Lo Cascio nel ruolo di Aldo Braibanti, l'intellettuale antifascista che nel “glorioso” Sessantotto subì una processo e una condanna in cui l'accusa di plagio mascherava in realtà la sua vera ‚colpa‘, l'omosessualità...
Le intricate dinamiche familiari, con particolare attenzione al ruolo genitori-figli, ma anche quelle di (semplice?) amicizia, unite al leitmotiv dell'isolamento fisico come scelta anzichè costrizione, attraversano gli schermi della Mostra. In Concorso Love Life di Kôji Fukada, autore già premiato a Cannes e Tokyo, osserva gli effetti del riapparire di un padre povero e malato sulla porta della donna che gli aveva dato un figlio, mentre Martin McDonagh torna a cinque anni dal pluripremiato Tre manifesti a Ebbing, Missouri con The Banshees of Inisherin, indagine sulla vecchia amicizia tra due “lupi solitari”...
Non abituarci all'infamia di una guerra d'aggressione significa anche passare per il cinema necessario del documentarista ucraino Sergei Loznitsa (ancora impressionante il ricordo del suo State Funeral, del 2019, sulle esequie di Stalin) che Fuori Concorso presenta The Kiev Trial, ricostruzione a futura memoria di uno dei primi processi del dopoguerra a carico di nazisti catturati dai sovietici, per i crimini compiuti contro gli ebrei ucraini. Sin troppo ovvio, oggi, leggere l'episodio come una triste profezia...
Nella serata in cui gli viene conferito il Leone d’Oro alla carriera, Paul Schrader (habitué della Mostra dal 1997, con Affliction) presenta Fuori Concorso il suo nuovo dramma psicologico Master Gardener, con Joel Edgerton scrupoloso giardiniere e Sigourney Weaver ricca vedova. Un altro utopista del paesaggio, che sogna un'area verde nel centro di Marsiglia, è anche il protagonista di Tant que le soleil frappe (SIC) di Philippe Petit...
Decolla il cinema italiano in gara con Bones and All di Luca Guadagnino, dal romanzo di Camille DeAngelis, storia di sopravvivenza, passione, cannibalismo ed emarginazione: cast stellare con Timothée Chalamet, Mark Rylance, Chloë Sevigny, Jessica Harper. Di tutt‘altra, ma non meno tragica, emarginazione parla anche Athena di Romain Gavras, figlio di Costa-Gavras, scritto insieme a Ladj Ly (Les Misérables) e incentrato su una rivolta popolare in una banlieue parigina a seguito dell’omicidio da parte della polizia di un...
Nel personaggio della direttrice d‘orchestra Lydia Tár, interpretata da Cate Blanchett nel film di Todd Field a lei dedicato (Venezia 79), si incarnano probabilmente alcune pioniere di questa professione della musica solo recentemente apertasi alle donne, come Antonia Brico, Carmen Campori e Sarah Caldwell. La seconda giornata del Festival ha una declinazione decisamente al femminile, problematica e spesso aspramente conflittuale, che emerge trasversalmente fra le sezioni...
Le contraddizioni e le lacerazioni, spesso tragicomiche, della contemporaneità irrompono sin dalla giornata d‘apertura sugli schermi della Mostra, ma non prima di aver accolto una vera diva del cinema francese e internazionale: Catherine Deneuve, regina della Nouvelle Vague, riceve oggi il Leone d’Oro alla carriera. Il Concorso di Venezia 79 inizia con il newyorkese Noah Baumbach, già a Venezia con il doc De Palma (2015) e poi con Marriage Story (2019), che incontra lo scrittore Don DeLillo portando sullo schermo White Noise...